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venerdì 9 dicembre 2016

Vogliamo Claudio Magris presidente del consiglio

Al Presidente della Repubblica vorremmo proporre come Presidente del Consiglio un uomo di cultura, fuori dai giochi dei partiti e di "Palazzo". 
L'uomo giusto che potrebbe rappresentare una vera serietà di governo per tutti i cittadini è Claudio Magris, 75 anni, già docente di letteratura tedesca all'Università di Torino e poi di Trieste.
Magris non è solo un insigne studioso, ma è anche un letterato a tutto campo, un intellettuale che ha scritto alcuni dei più bei libri mai apparsi in Italia (basti qui ricordare il recente "Microcosmi"). 
Sposato con la scrittrice Jole Zanetti, ha due figli: Francesco e Paolo. 
La sua vita è costellata di premi e onorificenze internazionali per la sua intensissima attività sociale e letteraria. Ne citiamo soltanto alcuni*: 
1) Medaglia d'oro dei Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell'Arte del Ministero della Pubblica Istruzione e della Ricerca Scientifica nel 1999; 
2) Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana di iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 2001.
3) Premio speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio (1998)
Varie anche le lauree ad honorem: presso le Università di Strasburgo (1991); Copenhagen (1993); Klagenfurt (1995) e Szeged (1999).
E non si può dire che non abbia anche una cultura parlamentare essendo stato per un breve periodo di tempo, dal 1994 al 1996 Senatore della Repubblica, eletto come indipendente.
Ha scritto e vissuto in ogni sua opera la questione dell’incontro tra culture diverse, con una dedizione che ricorda quella con cui in Germania Heidegger si dedicò all’enigma dell’essere.
Forse vi era destinato, essendo nato e legato alla sua Trieste, città di frontiera non solo tra due stati, ma nel dopoguerra tra due mondi: Berlino italiana. “Viaggiare non vuol dire soltanto andare dall’altra parte della frontiera, ma anche scoprire di essere sempre pure dall’altra parte”, scrive ne "L’infinito viaggiare".

Alla luce di quanto esposto sopra, PROPONIAMO al Presidente Mattarella di dare l'incarico di costituire un nuovo governo al PROF. CLAUDIO MAGRIS 

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*Altri premi
Premio Debenedetti (1972); Goethe-Medaille (1980); S.Giusto d'Oro (1984); Premio Bagutta (1987); Premio Accademia dei Lincei (1987); Manès-Sperber-Preis (1987); Premio Antico Fattore (1988); Premio Juan Carlos I (1989); Prix du meilleur livre étranger (1990); Premio Donauland-Stiftung (1990), Premio Masi Civiltà Veneta (1990); Premio Palazzo al Bosco (1992); Forschungspreis der Alexander von Humboldt-Stiftung (1992); Premio Agrigento "Una vita per la letteratura" (1992); Prix de France Culture Etranger (1993); Premio Strega (1997); Premio S. Casciano Bagni per il Giornalismo culturale (1997); ; Premio Grinzane Piemonte 1999;  Premio Sikken 2000; Leipziger Buchpreis zur Europäischen Verständigung 2001; Grand Prix Littéraire de la Ville D'Antibes Jacques Audiberti; Praemium Erasmianum 2001; Premio Mondello 2001.

mercoledì 24 agosto 2016

"OMERTA' DEI MEDIA SULLA BUONASCUOLA.." RIFLESSIONI DI UNA DOCENTE

Sentire i notiziari che parlano di questo concorso a cattedra colpevolizzando i partecipanti, attribuendo il fallimento agli "Errori di ortografia" ed alla scarsa preparazione dei professori, è a dir poco svilente.
Nulla si è detto sulle modalità di questo concorso: del fatto che non c'è stato nemmeno il tempo per rileggere, che non c'è stato il tempo per riflettere, che lo stesso sistema di valutazione è decisamente discutibile, per non parlare delle griglie che sono uscite dopo lo svolgimento degli scritti.
Nulla si è detto sul fatto che questi professori sono gente laureata, con master e/o corsi post universitari ed anzi si è sottolineato il fatto che torneranno dietro le cattedre a ricoprire quei posti rimasti vuoti. Quanto di tutto questo creerà ancora di più pregiudizi, da parte delle famiglie, nei confronti di noi insegnanti precari?
Nulla si è detto su classi di concorso con percentuali di bocciature superiori al 70%, nulla sul clamoroso caso di Sicilia e Calabria dove, per ben 2 classi di concorso, tutti i candidati sono stati bocciati allo scritto.
Siamo proprio sicuri che non sia stato tutto studiato a tavolino? 
Come mai nessuna classe di concorso ha rispettato il numero di posti messi a bando, ammettendo agli orali molti meno candidati dei posti effettivamente disponibili?
Non mi dilungo oltre, dico solo che tutto questo la dice lunga sul sistema di informazione - o forse dovremmo dire di disinformazione - che in questo paese copre le spalle ad una classe politica ancora più corrotta.
Che se ne parli in modo più veritiero, di questo assurdo concorso, ci è come minimo dovuto. Che si parli di quanti danni stia facendo la cosiddetta "Buona Scuola", è per noi doveroso. 
Tuttavia i mass media preferiscono l'omertà. Mi chiedo se almeno in internet sia possibile un'informazione più vera. più onesta, minimamente degna di essere appellata con questo nome.
Aggiungo con rammarico, che le classi di concorso infanzia e primaria, quasi in tutta Italia stanno ancora aspettando i risultati dello scritto da fine maggio e non sono state comunicate nemmeno date indicative per l'uscita degli esiti. Anche questa è Buona Scuola?!

PS L'esistenza di questo gruppo almeno, mi rincuora e mi dà forza!

Ilaria

martedì 23 agosto 2016

PASTICCIO SULLE ASSUNZIONI DEI COLLABORATORI SCOLASTICI A ROMA?

Riportiamo di seguito, con un copia e incolla tratto da un gruppo facebook, il dialogo tra un dirigente nazionale della FlcCgil e un collaboratore scolastico

Dirigente Sindacale: "Stanno sbagliando sugli accantonamenti. Sono stati fatti a monte. Segnalate subito..."

Collaboratore scolastico: "L'eventuale mobilità del personale delle province andava fatta con i residui posti disponibili e non sui ruoli maturati dai precari. Poi mi permetta: Lei e' un dirigente nazionale della CGIL i lavoratori non hanno voce siete voi che li dovete rappresentare. Quello che si sta perpetrando ai danni dei CS è una discriminazione insopportabile"

Dirigente sindacale: "Ho appunto detto che hanno sbagliato. Secondo te è colpa mia?"

Collaboratore scolastico: Lei ha anche detto segnalate lo sbaglio. Non è forse meglio intervenire come CGIL a livello nazionale se c'è stato uno sbaglio?

Dirigente sindacale:  "È quello che facciamo ma forse ti è sfuggito"

Collaboratore scolastico: "Allora resto fiducioso affinchè la CGIL risolva quest'altra discriminazione verso i lavoratori più deboli"

In data odierna lo stesso dirigente sindacale ha confermato che l'errore esiste e stanno correggendo.

Riguardo all'argomento degli aventi titolo alla riserva in base alla legge 68/99, secondo quanto rilevato da un'amministratrice del Gruppo Supplenti "nella graduatoria permanente della provincia di Roma di prima fascia (collaboratore scolastico), ci  sarebbero 17 persone con la riserva N, di queste le prime 7 si sarebbero inserite nel 2015 con punteggi altissimi maturati sicuramente in altre province.  Le altre si sarebbero inserite dal 2010 in poi e quindi o già c'erano nel 2014 ma non avevano la riserva o non si sa bene perchè non è stato dato a loro il ruolo..." 
Gradiremmo soltanto sapere se le regole siano state rispettate e nulla più.

A beneficio della completezza di questa informazione aggiungiamo che, nella serata di ieri, anche da parte di un dirigente della UilScuola, sono stati espressi dubbi sulla coerenza dei numeri forniti dall'Ufficio Scolastico di Roma ed è stato dichiarato un impegno alla verifica per questa mattina. 
Ovviamente ci aspettiamo tutti che nella giornata di oggi sia fatto un comunicato stampa unitario e chiarificatore da parte delle organizzazioni sindacali.

PS. Al momento, 24 agosto, sulle immissioni in ruolo riscontro una certa reticenza e silenzio da parte delle organizzazioni sindacali. 
Eppure ci sembra assodato che ci sia stato qualche errore da parte dell'Ufficio scolastico di Roma nell'aver sottratto 21 posti di collaboratore scolastico a beneficio degli esuberi provinciali (che già, secondo un dirigente cgil, sarebbero tolti nella ripartizione dei ruoli). 
Come mai non si legge uno straccio di comunicato sul merito? 
Sembra anche eccessivo il numero di riserve ex 68/99. Basterebbe che un qualche sindacalista informato informato ci spiegasse bene queste 51 riserve. Sono atti pubblici di una Pubblica Amministrazione e la trasparenza è garantita dalla Costituzione. 
Oppure dobbiamo pensare che con la Buona Scuola siamo ormai andati oltre e che la Costituzione è superata da una nuova modernità?




ASSUNZIONI ATA A ROMA: DOCCIA GELATA SU 72 COLLABORATORI SCOLASTICI

Nella provincia di Roma, in base al piano assunzioni reso noto il 10 agosto scorso, gioivano quasi tutti i primi 426 collaboratori scolastici della graduatoria permanente, come i primi 144 assistenti amministrativi e i 53 assistenti tecnici.
Ma, a differenza dei profili di Assistente amministrativo e Assistenti Tecnici, il cui numero di immissioni è stato sostanzialmente rispettato, qualche ora fa è arrivata sul sito ATPROMA un'incredibile doccia gelata che riguarda 72 dei 426 collaboratori scolastici in attesa di stabilizzazione. 
Un segnale infausto, improvviso e inaspettato, che si proietta come un'ombra misteriosa su tutto il territorio italiano 

Solo 354 convocazioni ordinarie di collaboratori scolastici su 426 posti previsti per dare spazio a 21 misteriosi accantonamenti per le province (e a compensazioni di altri profili provinciali), a 51 riservisti 

Tutto un linguaggio che rimane incomprensibile senza un dettaglio documentato delle percentuali, dei numeri e delle posizioni.

Spieghino gli Uffici Miur, in base all'art. 97 della Costituzione, quale fosse la percentuale di saturazione dei posti per i riservisti nelle ultime immissioni in ruolo del 2013 e come si è arrivati oggi alla determinazione del numero di 51 unità di aventi titolo alla riserva dei posti in base alla legge 68/99.

Spieghino gli uffici Miur, in base all'art. 97 della Costituzione, dopo il mistero del blocco delle assunzioni per gli esuberi provinciali, quali siano i motivi per i quali sia stato determinato il numero di 21 accantonamenti di posti per il personale delle province che vanno a diminuire il numero delle immissioni in ruolo.

Vista la conseguente e clamorosa "beffa" che probabilmente riguarderà centinaia di collaboratori scolastici in tutto il paese, 

Il Gruppo Supplenti chiede alle Organizzazioni Sindacali FlcCgil, UilScuola, Cisl Scuola, Snals, FederATA, Unicobas e Cobas, di esigere su tutto il territorio italiano piena trasparenza da parte degli Uffici Scolastici Regionali al fine di fornire agli ATA inclusi nelle graduatorie permanenti, tutti gli elementi esplicativi, chiari e comprensibili, sia relativamente alle decurtazioni di posti ATA a favore di personale provinciale, sia relativamente alla percentuale di saturazione dei posti, precedente e successiva, degli aventi titolo alla riserva dei posti ex L. 68/99.

Gruppo Supplenti della Scuola per la Qualità e Dignità del Lavoro

giovedì 26 maggio 2016

PROROGHE ATA E MILLANTERIE

E' giusto rispettare tutte le organizzazione sindacali, vecchie e nuove, perché i loro errori sono stati spesso specchio dei nostri.  
Ma è opportuno chiarire per rispetto di noi stessi e degli ATA alcune millanterie che vengono messe in giro in questi giorni da uno dei sindacati di più recente costituzione. 

Un sindacato nazionale ha lanciato la campagna delle diffide ai Dirigenti scolastici per ottenere il diritto sacrosanto alla proroga dei contratti ATA su organico di diritto. 
Il modello è stato proposto dall'avvocato Domenico Naso  che ha deciso di offrire il suo patrocinio gratuito nel caso di ricorso.

Un  altro sindacato, invece, ha deciso di fare le diffide all'USR ignorando il fatto che il nostro rapporto di lavoro e regolato da un  contratto sottoscritto dalla Dirigente che rappresenta nell'istituto l'Ufficio Scolastico e il Ministero dell'Istruzione.

Ma ognuno è libero di fare le iniziative che meglio crede se l'obiettivo è lo stesso.
Quello che non dovrebbe avvenire è la scorrettezza delle informazioni e la critica contro quello che fanno gli altri.
Prendersi il merito della nota USR Lazio diretta ai dirigenti scolastici è una cavolata. Per due motivi. 
Il primo motivo lo espone lo stesso avvocato Naso:

1) "Il provvedimento USR Lazio, oltre ad essere solo del Lazio, è una presa in giro bella e buona ed è un'offesa all'intelligenza perchè viola la norma e sostituisce il diritto dei lavoratori con una non meglio specificata esigenza dell'amministrazione.
Secondo quella nota, un diritto sacrosanto diventa una prerogativa dei dirigenti scolastici di valutare una non meglio specificata esigenza di servizio delle scuole alla mercè dei dirigenti scolastici"

Il secondo motivo lo diciamo noi:

2) La nota USR Lazio appare come un provvedimento interlocutorio copia incolla del testo inviato l'anno scorso alle scuole per quanto riguarda l'organico di fatto. Semmai dovesse essere individuato uno stimolo a fare qualcosa in attesa del MIUR allora penseremmo più alla visibilità mediatica avuta dai cartelli e dalle interviste ai TG dei nostri colleghi il giorno dello sciopero e magari anche all'incontro a via Pianciani di giovedì 19  dei sindacati unitari piuttosto che alle pressioni fatte solo per lettera indirizzate all'USR o al Ministro da una singola sigla sindacale.

Tanto era giusto precisare anche per invitare tutti a non ergersi a salvatori unici ed esclusivi degli ATA e a non impostare sempre volantini e comunicati parlando male delle altre organizzazioni e delle iniziative degli altri. 
Così' non andiamo da nessuna parte. La vera sfida è su chi riesce a coinvolgere di più non su comunicati autoreferenziali di primogenitura.

Sulla proroga ATA al 31 agosto ci aggiorniamo più tardi dopo l'incontro che si sta tenendo in queste ore al MIUR tra sindacati unitari e direttore generale.

lunedì 23 maggio 2016

PROROGHE ATA: USR PARALIZZATI DALLA POLITICA

Non era mai accaduta una paralisi di questo genere nella storia della scuola. 
Nessun direttore generale degli Uffici Scolastici Provinciali si assume la responsabilità di rispondere ai dirigenti scolastici che hanno chiesto l'autorizzazione alle proroghe dei contratti ATA al 31 agosto. Ricordiamo che questi contratti di supplenza annuale, pur su organico di diritto e posto vacante, sono stati limitati per la prima volta nella storia della scuola e su tutto il territorio nazionale al 30 giugno.
Sembra che nessun dirigente degli Uffici Solastici Provinciali si voglia assumere la responsabilità di rispondere alla richieste dei dirigenti scolastici che attendono l'autorizzazione, e che hanno ricevuto le diffide dei lavoratori. 
Sembra anche che nessun Direttore degli Uffici Scolastici Regionali si voglia assumere la responsabilità di rispondere ai dirigenti degli Uffici Scolastici provinciali. 
Sembra anche che nessun direttore generale del MIUR si voglia assumere la responsabilità di rispondere ai direttori degli Uffici Scolastici Regionali ed emanare una circolare per sanare questo vulnus al regolare funzionamento delle scuole nei mesi di giugno luglio e agosto.
Tutti aspettano la parola della politica (la Ministra?). Evidentemente i quadri ministeriali, titolari della personale responsabilità di funzionari dello Stato, che ricevono uno stipendio di alto livello proprio per far fronte alla corretta gestione dei servizi pubblici, forse hanno deciso una comoda abdicazione ai loro poteri per affidarsi al capriccio temporale della politica?

La questione (pretesto?) degli esuberi provinciali è stata chiusa con la scadenza del 9 aprile u.s. alle domande di trasferimento. 
Si sa che le scuole non avranno personale delle province in mobilità e si sa che esiste una sofferenza diffusa e generale della funzionalità degli istituti scolastici a causa del divieto e/o limitazioni di supplenze degli Assistenti Amministrativi e Collaboratori Scolastici che si assentano. 
Si sa che nelle scuole esiste in questo momento un grave problema di gestione delle risorse umane a causa dell'elevato numero di supplenti annuali su posto vacante che, in assenza dei proroga dei contratti, sono obbligati ad assentarsi da fine maggio per usufruire dei giorni di ferie maturati. 
Il risultato sarebbe devastante per molte scuole:  meno vigilanza e pulizia negli istituti, disservizi nelle segreterie e nell'allestimento delle aule per la preparazione e svolgimento degli esami ed eventuali corsi di recupero estivi.
Disservizi inoltre nella pianificazione delle ferie che solitamente tutti gli anni si effettua a maggio per avere un quadro preciso e programmato di presenze ATA.
In questo periodo di desolante passività della burocrazia dell'apparato "Istruzione" si è registrato solo il "grido" vano dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Taranto che ha sollecitato  l'Ufficio scolastico Regionale della Puglia a dare una risposta sulle proroghe ATA .
Mentre gli intelligenti dirigenti dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia hanno pensato bene di diramare una circolare agli istituti scolastici lombardi in cui si scrive che, nell'attesa di decisioni politiche, i dirigenti scolastici possono effettuare a loro rischio e responsabilità le scelte di prorogare i contratti ATA.
Un più cauto direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale del Lazio ha pensato bene, invece, giovedì scorso di rispondere nell'incontro con i sindacati che lui non può decidere nulla fino a quando il Ministero non si farà vivo.
Quindi, in assenza di regole chiare su tutto il territorio nazionale, sono prevedibili le possibilità di paralisi e di eventuali scelte scriteriate che ne conseguiranno. 
E' possibile che non esista in questo panorama politico del Paese Italia una voce competente che si levi per sanare quanto sta accadendo?
A prescindere dalle divergenze Sindacati-Governo sulla legge 107, ma a nessuno interessa la quotidianità pratica dei servizi nella Scuola  Pubblica Italiana?
Siamo a fine maggio. Ci sarà " un giudice a Berlino"? 
Ci sarà un Mattarella, una Giannini o un Renzi che, oggi stesso, dicano ai funzionari del MIUR e degli USR una parola chiara sulla circolare che tutte le scuole d'Italia stanno aspettando per la trasformazione dei contratti ATA al 31 agosto?

mercoledì 16 marzo 2016

BONUS DOCENTI: SINDACATI CONTRO IL MINISTERO.

Si è svolta nella giornata di mercoledì 16 marzo la riunione tra Sindacati e Ministero dell'Istruzione sul bonus professionale dei docenti: all'ordine del giorno i criteri di ripartizione dei 200 milioni di euro disponibili per l'attribuzione del bonus.
Da una parte i sindacati unitari della scuola e dall'altra una delegazione guidata dal Capo dipartimento Rosa De Pasquale.
I tenici del Ministero hanno illustrato le intenzioni di rendere valide le decisioni del Comitato di Valutazione anche in assenza di una delle sue componenti e anche con la maggioranza relativa dei voti espressi.
Secondo le OOSS le scelte di indirizzo ministeriale sarebbero gravissime perchè si tratterebbe di una sorta di avventuristico superamento della collegialità e della cultura della partecipazione che ha sempre caratterizzato il funzionamento della Scuola.
Inoltre, si introdurrebbe un brutto ridimensionamento del collegio docenti e della contrattazione d'istituto.
I Sindacati, preso atto della chiusura al confronto della delegazione ministeriale, hanno abbandonato il Tavolo di lavoro riservandosi ulteriori azioni sul versante politico e della mobilitazione. 
E’ il collegio dei docenti  che stabilisce quali siano i compiti ed attività  qualificanti la professionalità docente – scrive la Uil Scuola -  il comitato  opera coerentemente con queste, la contrattazione d’istituto definisce criteri di ripartizione del bonus, definito dalla legge salario accessorio.
La via migliore resta quella di una intesa /contratto che regoli la materia seguendo il modello già utilizzato in tema di mobilità.
I sindacati non escludono l’impugnativa giurisdizionale, oltre le azioni di mobilitazione già avviate, la diffusione nelle scuole di un documento, che mette in relazione le norme vigenti e quelle nuove, in modo da consentire un utilizzo del bonus centrato sulla contrattazione e su di un percorso democratico di legalità, trasparenza, partecipazione.